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M&A nel settore vinicolo italiano tra sfide e opportunità

Il 2024 si è confermato un anno di difficoltà per le operazioni di M&A nel settore vinicolo italiano. Il perdurare di un clima di incertezza legato ai consumi e all’instabilità internazionale ha infatti impattato negativamente sul numero di operazioni realizzate, riducendole rispetto al biennio precedente. In questo contesto, l’intervento dei fondi comuni di investimento è stato del tutto assente, una novità che riflette le cautele degli investitori di fronte ai rischi economico-politici globali.

Nonostante il rallentamento, il comparto rimane strategico: l’Italia resta uno dei principali esportatori mondiali, e molte realtà guardano alle operazioni di M&A come leva per consolidarsi, innovare e mantenere la propria leadership sui mercati globali.

Numeri chiave sulle operazioni di M&A nel settore vinicolo

L'ultimo report PwC evidenzia che, nei primi cinque mesi del 2025, nel settore Consumer Markets in Italia sono state annunciate 158 operazioni, in calo del -7% rispetto al 2024, di cui 33 nel food & beverage, segnando un -27% rispetto al periodo precedente.

Nel 2024 le operazioni M&A si sono dimezzate rispetto all’anno precedente, passando da 16 a 8 transazioni rilevate, come riportato da Pambianco News. Questa contrazione è legata a un calo medio del 7-8% dei fatturati delle aziende vinicole, dovuto principalmente a una flessione dei consumi globali e a una congiuntura internazionale incerta, che ha rallentato gli investimenti.

Sul fronte produttivo, tuttavia, l’Italia si è distinta con un incremento della produzione dell’8% rispetto al 2024, con un valore delle esportazioni che si mantiene stabile, mantenendo il primato produttivo in Europa con una stima di 47,4 milioni di ettolitri per il 2025, secondo Unione Italiana Vini.

Perché scegliere la strada dell’M&A nel settore vinicolo?

Passaggio generazionale

Spesso l’M&A rappresenta una risposta al tema del passaggio generazionale nelle famiglie proprietarie, che costituiscono ancora la maggioranza del tessuto produttivo italiano (il 65% del patrimonio netto è detenuto da famiglie, quota che sale all’81,5% considerando cooperative).

Effetto dimensione competitiva

Aggregare significa unire risorse per investimenti in export, branding e tecnologie, e competere con i grandi player internazionali.

Espansione sui mercati esteri

Entrare in nuovi mercati tramite acquisizioni già strutturate è molto più rapido e meno rischioso rispetto a crescere solo in organico.

Diversificazione verso nicchie ad alto valore

Il turismo enologico, i vini biologici e i vini frizzanti sono segmenti in forte crescita. Le aziende mirano a diversificare l’offerta, migliorare la distribuzione e rafforzare la capacità di innovazione e investimento, elementi fondamentali per mantenere la leadership su un mercato sempre più esigente e globale.

Stabilità finanziaria in ambienti incerti

In un contesto agricolo fortemente influenzato da pressione normativa e consumi fluttuanti, l’M&A diventa anche un modo per rafforzarsi e accedere a nuove fonti di capitale.

Oltre alle motivazioni sopra elencate, spiccano la volontà di costruire marchi più forti e riconoscibili, la ricerca di economie di scala e sinergie operative, e la capacità di affrontare con maggior solidità le sfide di mercato, dalla sostenibilità ambientale alle nuove tendenze di consumo. L’insieme di questi elementi fa dell’M&A uno strumento imprescindibile per la crescita e la continuità delle imprese vitivinicole.

van Berings, con una storica esperienza nell’ambito delle operazioni M&A e una conoscenza approfondita del settore vinicolo italiano e internazionale, assiste e accompagna le aziende non solo nella negoziazione e redazione dei contratti, ma anche nella due diligence, nella compliance normativa e nella gestione delle relazioni con investitori e fondi.


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